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World cafè à la carte

Sabato 27 settembre si è tenuto, presso gli spazi di Impact Hub Firenze, il World cafè à la carte, un incontro di riflessione collettiva – all’interno del progetto Il lavoro che ha senso – per ridefinire le dimensioni interpretative del lavoro contemporaneo, realizzato da *CRU Toscana, il Consiglio Regionale del Gruppo Unipol | UnipolSai, in collaborazione con LAMA.

Obiettivo dell’incontro, provare a rileggere le dinamiche del lavoro, che negli anni è cambiato, per immaginare nuove pratiche di intervento a partire dalle esigenze di chi lavora e fa impresa e ridisegnare in modo collettivo le nuove mappe di senso del lavoro contemporaneo: modi, luoghi, relazioni e tutele.

La giornata di workshop ha visto quattro esperti, Francesco Seghezzi (Presidente Adapt), Michele Faioli, (Docente universitario e Direttore Osservatorio nazionale relazioni industriali, diritto del lavoro e sicurezza sociale), Francesco Luccisano (Fondatore www.allavoro.eu) e Marco Tognetti (docente ISIA e Direttore di LAMA) facilitare la discussione dei sette tavoli di lavoro su quattro temi specifici:

– Le nuove forme del lavoro e la loro tutela
– Le sfide tra nuove competenze e trasmissione delle conoscenze
– Spazi e tempi del lavoro nuovo
– Quale rappresentanza per le associazioni e sindacati del futuro?

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Scopri di più sull’evento

*CRU Toscana è il Consiglio Regionale Unipol di cui fanno parte: Cgil Toscana, Cisl Toscana, Uil Toscana, Legacoop Toscana, Confesercenti Toscana, CNA Toscana, CNA Toscana, CIA Toscana.

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La banalità della paura: lavoro, percezioni e insicurezze in Europa

Viviamo in un periodo storico in cui predominano paura e incertezza, che pervadono la società moderna su più livelli generando sempre più un senso di insicurezza nei cittadini. Diventa quindi fondamentale indagare e comprendere le cause profonde, capire cosa le scatena e cosa le alimenta, così da avere gli strumenti adatti per poter intervenire e adottare delle azioni correttive.

Demos & Pi e Fondazione Unipolis hanno realizzato un’indagine per rilevare la percezione sociale della sicurezza in Italia e in Europa, i cui risultati sono confluiti all’interno dell’undicesimo Rapporto sulla sicurezza pubblicato nel febbraio 2019. Il focus si è concentrato principalmente sulle trasformazioni che investono il mercato del lavoro di Italia, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Ungheria.

Realizzata attraverso due sondaggi che hanno preso in esame prima la popolazione Italiana e poi la popolazione di sei paesi europei, l’indagine è stata diretta da Ilvo Diamanti, mentre la parte metodologica, organizzativa e l’analisi dei dati è stata curata da Fabio Bordignon e Martina Di Pierdomenico.

Le osservazioni emerse dal rapporto evidenziano un’Italia e un’Europa sofferenti, con il sud e l’est che ancora oggi fanno più fatica rispetto al nord. Si denota un senso diffuso di insicurezza generale e assoluta che condiziona gli individui: li condiziona nelle relazioni con gli altri, nel rapporto con le Istituzioni, la politica, ma anche, e soprattutto, con il mondo del lavoro.

Per quanto riguarda l’Europa, e nello specifico Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Ungheria, è nei paesi del sud-est Europa che si registrano le situazioni più problematiche in tema di opportunità di lavoro, guadagno medio, meritocrazia e occupazione giovanile.

In Italia, cresce la sfiducia nei confronti del futuro, soprattutto da parte dei più giovani, spesso troppo precari per pensare persino al presente. Giovani, ai quali il mondo del lavoro richiede un bagaglio di competenze e skills sempre maggiori, a fronte però di salari minimi o nella media.  Da qui, un’insicurezza economica generale, caratterizzata dalla paura di perdere il lavoro, di non aver abbastanza soldi per vivere e di non avere mai una pensione sociale in età anziana.

Il Rapporto completo sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa è disponibile al seguente link.

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Il bisogno del lavoro

Siamo abituati a considerare il lavoro come un diritto, ma raramente ci soffermiamo a pensare a quanto il lavoro sia in realtà un bisogno profondo della persona, attraverso il quale contribuisce alla trasformazione della realtà di cui è parte e si autorealizza.

Proprio in virtù di questo, è necessario che il lavoratore sia messo nelle condizioni di poter svolgere la propria attività serenamente, e che la sua motivazione venga stimolata costantemente. Solo così riuscirà ad essere più efficiente e portare beneficio all’organizzazione di cui fa parte.

Per fare ciò, serve da parte dell’impresa avere il coraggio di rimettere in discussione le proprie abitudini per abbracciare nuovi approcci di lavoro, che partano dalla considerazione dell’impresa come una sorta di “comunità” all’interno della quale vi sono tante persone stimolate e appassionate di quello che fanno, a generare valore.

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Leggi l’articolo completo, scritto dal direttore di Aiccon Paolo Venturi, sul sito AICCON.

Autore: Paolo Venturi
Fonte: AICCON

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The Guardian – Work life balance

Equilibrio vita-lavoro, un concetto semplice che si riferisce alla capacità di bilanciare la sfera personale e quella lavorativa. Sembra banale, tutti ci ripetiamo costantemente di staccare la spina una volta usciti dall’ufficio e ci promettiamo di non portare il lavoro a casa, ma non è sempre così semplice. Quello di lasciare il lavoro in ufficio non è un concetto così scontato. Questo, è soprattutto vero per i ruoli di alto profilo oppure per quei nuovi lavori che fino a qualche anno fa magari non esistevano.

Il sito del quotidiano britannico The Guardian dedica un’intera sezione ad articoli che trattano il tema da tutte le angolature: se vuoi sapere come evitare lo stress, perché lavorare da casa di tanto in tanto ha i suoi vantaggi e tutto quello che riguarda vita e lavoro, ti suggeriamo il portale The Guardian – Work life Balance.