Global Gender Gap Report: l’Italia al 76esimo posto

Il Global Gender Gap Report 2020 pubblicato dal World Economic Forum parla chiaro: per vedere realizzata la parità di genere serviranno in media altri cento anni. L’analisi ha preso in oggetto 153 paesi a ognuno dei quali è stato assegnato un punteggio e un ranking. Il primo e l’ultimo posto se lo aggiudicano rispettivamente l’Islanda e lo Yemen. Tra i Paesi europei più virtuosi anche Norvegia, Finlandia, Svezia, Irlanda, Spagna e Germania.

Quattro le aree prese in considerazione dal report: partecipazione economica e opportunità; educazione e istruzione; salute e benessere; rappresentanza politica. Ma se a livello globale, in almeno due delle aree (“educazione e istruzione” e “salute e benessere”) il gap è stato praticamente colmato, la strada per la parità di genere è ancora lunga nel mondo dell’economia e, soprattutto, della politica. Basti pensare che su 153 Paesi presi in esame, 85 non hanno mai avuto in carica una donna alla guida della Nazione. L’Italia è uno di questi.

La situazione Italiana

L’Italia si posiziona al 76esimo posto della classifica generale, dopo la Tailandia e prima del Suriname. A penalizzarci è soprattutto la situazione lavorativa del Paese, a cominciare dal tasso di occupazione femminile, circa il 56% secondo gli ultimi dati del Censis, il che significa che poco più di una donna sue due non lavora. Di queste, una donna su tre ha un impiego part-time per poter conciliare il lavoro con la famiglia.

Le donne faticano ancora oggi a fare carriera e la percentuale di manager e top manager di sesso femminile resta bassa, 27%. Sull’Italia pesa anche la differenza salariale fra uomini e donne a parità di livello e di mansioni, e questo fenomeno comporta anche una differenza nei redditi da pensione, con le donne che al 2017 percepivano un importo medio annuo di 17.500 euro contro i quasi 24mila dei colleghi uomini.

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