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Formazione e apprendistato, le due sfide per ripartire dopo il COVID-19

L’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del virus COVID-19, ci porta adesso a dover fare i conti con dei dati sul mercato del lavoro, diffusi da ISTAT, tutt’altro che incoraggianti.

Due mesi di fermo delle attività commerciali e produttive hanno avuto, e continueranno ad avere nei prossimi mesi, delle ripercussioni su aziende e lavoratori. Adesso è tempo di ripartire, ma come?

È Francesco Seghezzi, presidente di Fondazione ADAPT e uno dei relatori presenti agli incontri del progetto Il lavoro che ha senso, a spiegare a Il Sole 24 Ore cosa aspettarci nei prossimi mesi in tema di occupazione e quali sfide dovranno affrontare le aziende per ripartire.

Al contrario di quanto auspicato inizialmente, secondo Seghezzi è concreta la possibilità che molti possano perdere il proprio posto di lavoro non appena verrà sospesa la normativa relativa al blocco dei licenziamenti. Quando verranno meno i fondi per il finanziamento degli ammortizzatori sociali che al momento ne consentono il sostentamento, le imprese dovranno avere le risorse necessarie per potersi fare carico degli oneri dei lavoratori. In caso contrario, si vedranno costretti a doversi privare di parte della manopodera per rientrare nelle spese.

E visto che è molto probabile che si verifichi uno scenario di questo genere, sarà necessario per la aziende cambiare il proprio approccio, puntare sul capitale umano e investire in innovazione, attraverso la riqualificazione professionale del personale già in cassa integrazione e investendo nella formazione dei giovani.

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