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Annuario Statistico Italiano 2019: i dati ISTAT sul mercato del lavoro

Alla fine dell’anno, è tempo di bilanci. Lo scorso 30 dicembre ISTAT ha pubblicato il consueto Annuario Statistico Italiano 2019 (riferito all’anno 2018) sulla situazione del Paese, fornendo così un quadro dell’Italia e della sua evoluzione.

Tanti i dati e le informazioni raccolte su territorio, popolazione e famiglie, sanità e salute, giustizia e sicurezza, istruzione, mercato del lavoro, imprese, turismo e molti altri ambiti.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, nel corso del 2018 sono aumentati gli stipendi degli italiani così come è cresciuto il tasso di occupazione, mentre di pari passo non si è arrestata e non è diminuita la fuga dei cervelli all’estero.

Aumentano stipendi e occupazione, ma i cervelli italiani fuggono all’estero

Secondo i dati ISTAT, nel 2018 vi è stato un aumento dell’occupazione di circa 192 mila unità in più rispetto al 2017. Un dato che fa riferimento ai soli contratti a tempo determinato, mentre per i contratti a tempo indeterminato il trend si conferma invece negativo. Dall’altro lato, diminuiscono anche i disoccupati (-151 mila) e gli inattivi. Persiste il divario tra Nord e Sud, evidente anche nel confronto con le medie europee, così come persiste il divario di genere, con quasi il 50% delle donne tra i 15 e i 64 anni occupate contro il 67% degli uomini.

Nel 2018 si riduce il numero dei disoccupati, il tasso di disoccupazione registra un -0,6% e si attesta attorno al 10%. Un tasso che al Sud, pur calando, rimane comunque il più elevato dei paesi dell’Unione Europea dopo la Grecia.

Nel corso del 2018 gran parte degli italiani hanno visto il loro stipendio aumentare, grazie ad un aumento dell’1,5% delle retribuzioni contrattuali orarie, sia nel settore pubblico che privato. Una crescita trainata principalmente dalle imprese di piccola e media dimensione dell’industria.

Il lieve miglioramento delle condizioni lavorative degli italiani non ha però placato la fuga dei cervelli all’estero, menti brillanti che decidono di cercare lavoro fuori dal Bel Paese. Secondo i dati ISTAT, è raddoppiata la quota di laureati che vivono all’estero rispetto al 2011 e sempre più dottori di ricerca decidono di lasciare l’Italia dopo aver conseguito il titolo: alle percentuali delle indagini del 2012 (15,9%) e del 2014 (18,5%), nel 2018 vanno aggiunti ulteriori 4,3 punti percentuali.

Scarica l’Annuario Statistico Italiano 2019